LE NOSTRE ATTIVITA'

ESCURSIONI ALLA RICERCA DI MINERALI


Visita alla cava di Pilcante il 06/06/2017 - Partenza ore 8,20 (uno di noi -Salvatore- ritarda a causa dei lavori stradali che a Porto S. Pancrazio ne hanno impedito il puntuale arrivo). I partecipanti sono Salvatore G., Giovanni Z., Serafino P., Luisa D.V., Roberto C., Adriano M., Franco B., Dino A., G.Paola P. Dopo code lunghissime sulle Tangenziali, si riesce ad arrivare alla Statale del Brennero; piccola sosta al Bar di Rivalta e arrivo in cavaalle 10 ca. La cava è ''semi attiva'' nel senso che vi si lavora (granulati) il materiale abbondante ancora presente nei piazzali in basso, ma non si estrae nuova roccia. Lo stesso personale della cava ci indica la strada per arrivare in breve tempo  (5-10 minuti) alle discariche, dove inizieranno le nostre ricerche. La cava di Pilcante è la classica cava di ''Marmo Grigio Perla'' (famosa in passato per i bei xx di Brucite) e deve la sua origine all'intrusione di filoni basaltici nella dolomia; il passaggio del magma, aiutato da fenomeni idrotermalicollaterali (vapori, acque calde, ecc....), ha provocato la scissione della dolomite (carbonato di Ca e Mg) in calcare semi-cristallino (il marmo grigio perla) e in una serie di minerali di Mg.  Significativa è anche la ''digestione'' reciproca fra basalto e dolomia: ne derivano gli abbondanti aloni di serpentino presenti sia intorno ai basalti che intorno a certi massi carbonatici. La nostra ricerca viene rivolta ai massi di basalto bucherellati e ricchi di natrolite, xonotlite, thomsonite, ecc...; purtroppoverso mezzogiornola ricerca, che aveva cominciato a dare qualche frutto, viene interrotta dalla pioggia. Si decide di smetteree andareal Ristorante, il Fugatti di Brentino Belluno, sulla strada di ritorno. Si ritorna in Sede alle 15,30.  

                                                                                                                                                            PS: la calcite, spesso frammista ad aragonite (fase di trasformazione e/o pseudomorfosi?), risulta fluorescente in giallo.



ESCURSIONI LUGLIO 2018

Nel Mese di Luglio 2018 sono Previste delle uscite sul Campo in Trentino e precisamente nelle Cave di Monte Orno, alle Miniere di Vignola - Cinquevalli e Tingherla.

La prima si effettuerà il Lunedì 2 Luglio con ritrovo in Sede alle ore 7:00 A.M. con destinazione Monte Orno, località situata a Nord di Vignola e Nord-Est di Pergine Valsugana. 

Il rientro è previsto per le 17:00 circa.

Le Date delle altre uscite verranno comunicate al più presto.

Mimetite Monte Orno Vignola-Falesina Valsugana Trento

LUGLIO 2018 - ROVERCHIARETTA : FESTA DELLA MADONNA DEL CARMINE Dal 06/Luglio al 10/Luglio

Direte !!!! Cosa centra!!!!, il Gruppo AGMV sarà presente alla esposizione 2018 riguardante ''...lavoro in miniera!'' e ''La macchina a vapore'' ed esporrà alcuni Campioni di Minerali della Propria Collezione  riguardanti il lavoro in Miniera. https://www.roverchiarettafeste.it/site/ 

Relazione della spedizione del 18 e 19 marzo 2019 alla CAVA VISPI di San Venanzo e alla cava MONTENERO di Onano

A cura di Franco e di Carlo.

L'organizzazione di questa spedizione che ha coinvolto nell'uscita Carlo, Dino, Franco, Adriano e Paola ha richiesto una gestazione più laboriosa dell'usuale in quanto la nostra meta iniziale, la CAVA VISPI, sito reso famoso anche in quanto "tipe locality" della WILLENDERSONITE, è collocata in gran parte all'interno di un parco Geologico (PARCO COMUNALE VILLA FAINA) e richiede dunque delle autorizzazioni particolari.

Per questo motivo quando alcuni soci dell' AGMV sono scesi ad ASSISI per l'incontro conviviale annuale tenutosi il 23 e 24 febbraio  Franco ha richiesto lumi al Presidente del gruppo locale Claudio Sensi che ha coinvolto immediatamente il socio Maurizio PATRIZI con cui sono stati portati avanti gli accordi in itinere.

L'accesso al Parco è sottoposto agli usuali vincoli per biglietteria ed itinerario predefinito mentre la raccolta di campioni deve avvenire al di fuori della zona protetta. Occorre ovviamente la garanzia che questo avvenga e la finalizzazione alla conservazione dei reperti per studi e ricerche successive. Per questo motivo l'AGMV, in un consiglio direttivo, ha predisposto la richiesta di svolgere la ricerca mineralogica nella cava. 

La scelta delle giornate (lunedì e martedì) è dipesa dalle varie disponibilità dei partecipanti (pensionati) ma ha impedito a qualche socio non ancora in quiescenza la partecipazione (sarà per un'altra volta).

Siamo partiti dunque lunedì 18 marzo alle ore 7.03 dalla sede, con il Pullmino del Gruppo- Driver è il nostro Dino, che al tempo del servizio militare ha avuto esperienza di conduzione anche di Carri-Armati, e di cui ci fidiamo ormai ciecamente. Prudente, affidabile ma anche veloce. Quest'ultima caratteristica consente di risparmiare qualche tempo di viaggio ed è sicuramente utile. Verso mezzogiorno siamo giunti a PANICALE, luogo di residenza di PATRIZI e depositate in albergo le valigie, ci siamo immediatamente mossi per San Venanzo raggiungendo verso le 13 il Parco e la cava. Il tutto è stato strutturato in un'ottica didattica molto efficace, ed in diverse rocce che affiorano lungo il cammino vari cartelli esplicativi chiariscono denominazioni e genesi [occorre dire meglio e di più anche usando i depliant del parco. 

Usciti dalla zona delimitata e combattendo un po' contro la vegetazione, gelosa del suo territorio, abbiamo potuto affrontare la Venanzite, basalto vulcanico [ specificare meglio] che essendo stata depositata solo 270 mila anni fa è ancora coriaceo e difficilmente aggredibile.

(Noi siamo abituati ai nostri basalti e tufi vulcanici che però sono emersi tra 25 ed i 45 milioni di anni fa [controllare] e quindi sicuramente più ammorbiditi di questi di san Venanzo).

Risultati: [A cura di Carlo].

Prima di tornare in albergo una visita al Garage di Maurizio ci ha consentito di scoprirvi una "multicava casalinga". Ovunque massi di varie dimensioni in attesa di una sapiente riduzione tramite scalpello e mazzetta (Patrizi colleziona prevalentemente MICROMOUNTS e quindi dovrà lavorarli ancora molto). I nostri pezzetti, che abbiamo portato per scambio, sono peraltro molto piaciuti al nostro ospite che ci ha consentito di recuperare dalla sua "multicava" dei ciottoli provenienti da Colle Fabbri [anche altro?] da trattare poi qui a casa .

Risultati: [A cura di Carlo].

Alla sera ci siamo ritrovati tutti a casa di Maurizio e sua moglie ha improvvisato una cena: pastasciutta - salumi e formaggi- dolce allietata da un rosso di SCACCIADIAVOLI importante cantina della zona che produce anche il famoso SAGRANTINO. Serata molto bella che ricorderemo a lungo. Non è mancato il superbo vino santo della zona.

Il martedì era inizialmente in progetto la visita a PITIGLIANO famoso un tempo per la Vesuviana ed altri minerali dei proietti vulcanici, ma la cava, dismessa ormai da tempo ci ha consigliato di fermarci un po' prima nella località di Onano. Qualche chilometro dopo aver superato il cartello del paese si apre la Cava MONTENERO, cava di pozzolana ricca però di proietti vulcanici. Maurizio non era riuscito a mettersi in contatto con i proprietari della zona e dunque era titubante sul fatto di potervi accedere senza problemi.

Franco è sceso dal Pullmino e si è avviato verso la cava, incontrando il responsabile a bordo di un enorme bulldozzer. Alla richiesta di poter rompere qualche proietto la risposta è stata: "mettete la macchina in questo punto e ho visto che altri come voi usano mazze e martelli su questo tipo di sasso. Attenzione a non farvi male - Buona fortuna". Peccato a non aver avuto subito almeno una bottiglia di buon vino nostro a testimonianza di una forma di riconoscenza.

Franco ricorda "sceso dalla macchina non ho avuto nemmeno la necessità di indossare gli scarponi- I proietti erano al limitare della strada e dunque è bastato estrarre mazzetta e mazzettona (1,2kg e 2,2Kg) e predisporre un sacchetto per la raccolta dei pezzi che man mano si rendevano disponibili." Maurizio afferma: "riempio il portapacchi della mia auto con i proietti promettenti che tratterò poi nella mia cantina".

Risultati: [A cura di Carlo].

Alle 14.20 con grande rammarico per dover abbandonare così prematuramente un sito strepitoso, ma consci che mancavano più di 400 chilometri a casa ci siamo avviati verso l'autostrada. Le ultime strade umbro/toscane ci hanno fatto rimpiangere un po' le nostre (è stato necessario percorrere addirittura una strada sterrata che faceva parte del collegamento per l'autostrada), ma si sa che le gioie devono essere guadagnate.

Alle ore 18.30 è stata raggiunta la nostra sede a Verona.



MINIERA VAJO SIRESOL

Relazione uscita AGMV alla miniera di Vajo Siresol del 18 settembre 2019

 a cura di Maria Luisa dalle Vedove e Bressan Franco

Mattinata di cielo velato che, verso mezzogiorno ha lasciato uscire il sole con temperatura di 28 gradi ed afa. Alle ore 11 era prevista pioggia, ma meglio così.

Siamo partiti alle ore 8.00 con il furgone dell'AGMV in quattro soci: Franco, Adriano, Dino A. e Maria Luisa. Abbiamo lentamente attraversato la città nell'ora di punta. Il percorso ci ha portato nella valle di Negrar, San Peretto, Conche, Siresol, verso Montecchio. All'ultimo tornante prima del valico abbiamo fermato il furgone nei pressi del sentiero che porta alla nostra meta.

Partiti dunque dalla strada asfaltata è stato necessario tagliare rami ed arbusti soprattutto nella parte finale del sentiero piuttosto ripida. Alle ore 10.30 prima Franco e poi tutti noi siamo arrivati all'entrata della miniera, dove si estraeva il minerale di manganese. Maria Luisa e Adriano hanno trascorso il loro tempo a rompere minerale sulla piazzola d'entrata. Dino e Franco si sono addentrati nella galleria, lunga un centinaio di metri e sono riusciti ad estrarre parecchio minerale di manganese (pirolusite e tracce di rancieite) su di una roccia ricca di geodi di calcite.

Franco ha scelto un blocco di minerale da lasciare in sede a testimonianza del tipo di roccia estratta.

Alle ore 12.00 siamo ridiscesi. Invece della pioggia annunciata dai servizi metereologici è uscito il sole. Meno male, altrimenti la discesa sarebbe stata più scivolosa quindi pericolosa.

A San Peretto, al bar, ci siamo reidratati e poi a casa in sede per le ore 13.00.